Anonimo ha detto...
prima ancora di leggere la frase finale delle vostre riflessioni, nel rileggere i brani della passione di Cristo, una frase mi ha colpito in particolar modo; una frase che in mezzo ad altre di maggiore intensità poteva anche passare inosservata ma che invece per me ha significato forse più delle altre: Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”».
Mi sono chiesta chi fosse quel "tale" e mi è venuto spontaneo rispondere che quel tale sono io, con i miei difetti e i miei peccati, è il malato con le sue sofferenze, il carcerato con le sue colpe, il perseguitato con le sue tribolazioni, siamo noi tutti con le nostre umane miserie.
Penso sia proprio questo il vero senso della Pasqua: Gesù che viene a sedersi alla nostra tavola imbandita, offrendoci il suo corpo e il suo sangue per farci capire che non ci abbandona e che non ci abbandonerà mai.
Signore Onnipotente, fa che tutti noi possiamo, con le nostre azioni e i nostri pensieri, renderti lode e grazie per averci donato il tuo unico figlio a dimostrazione del tuo amore per noi! Buona Domenica delle Palme e che la pace regni sempre nei cuori di tutti.
Risposta di Don Luigi
Sorella hai indovinato, quel "tale" di cui Gesù parla sei proprio tu e tutti coloro ai quali il Signore manda la sua parola. Devi sapere che il Signore manda la sua Parola per tutti, ci sono quelli che l'accolgono e altri no. Tutti quelli che accolgono la Parola che il Signore manda sono tutti compresi in "un tale".
Devi sapere che il Signore manda la sua Parola, ma non obbliga nessuno ad accoglierla per questo quelli che l'accolgono non hanno un nome.
Spero che quelli che accolgono la Parola del Signore, che è parola di vita eterna, siano sempre più numerosi per costruire un mondo migliore